Siamo tutti un po’ “contro natura” e perversi

Dire è “contro natura” non vale più da quando si ha avuto la possibilità di osservare meglio il comportamento di alcuni animali. La sessualità umana in realtà non è poi così lontana da quella animale anzi, il piacere, l’omosessualità la fedeltà sono tutte caratteristiche che si pensava fossero peculiari solo degli esseri umani, ma non è vero.

Prendiamo i bonobo ad esempio, sono una razza di scimmie particolarmente affascinanti in questo campo, poiché intrecciano legami sociali complessi proprio attraverso il sesso. L’atto sessuale non avviene solo con lo scopo della riproduzione ma per essere accettati nel gruppo, per la negoziazione di cibo e anche per il piacere, infatti sembra che abbiano orgasmi.

La sessualità ormai si è liberata dallo scopo primario della riproduzione, e anche dall’amore, può essere indipendente, vivere per se stessa e il piacere che ne deriva. Ma cosa significa avere una sessualità ”contro natura” dopo tutto? Niente poiché è talmente legata all’uomo, alla cultura e la società che di naturale è rimasto ben poco. Le perversioni, per così dire, erano nate, con la psichiatria e la psicoanalisi per indicare tutti i comportamenti che andavano contro natura, ovvero il normale istinto sessuale di riprodurre con un semplice coito.

Oggi essere perversi non ha una connotazione così negativa (lascio fuori dal discorso le patologie che non sono di mia competenza) la diffusione del sesso e delle fantasie ad esso connesse attraverso il porno e i media l’hanno reso qualcosa di più comune e normale, condivisibile e facilmente fruibile. Il sesso occupa il tempo libero ed è diventato importante nelle relazioni, si può migliorare cambiare utilizzare nuove tecniche per arrivare al piacere.

Se ci liberiamo dalla distinzione tra ”secondo natura” e ”contro natura” siamo poi più aperti ad accettare le diverse forme di amore e sesso, che consistano i feticismi, masochismo o sadismo, e così via, senza doversene vergognare.

Molti forse non sanno ad esempio che dagli studi di Kinsey, metà ‘900 (e poi altri studiosi in modo più accurato come Michael Storm), si è potuto rilevare come esistano diversi gradi di omosessualità, e che la maggioranza delle persone è un po omosessuale, nel senso che l’eterosessualità completa da quando si nasce e si muore senza alcuna deviazione di percorso è in minoranza rispetto le altre forme, che prevedono, saltuarietà, bisessualità e così via fino all’omosessualità totale.

Provare attrazione per persone dello stesso sesso, in alcune occasioni e solo sotto certe forme non fanno di voi un omosessuale, ma una persona con una sessualità più complessa e meno definita di quanto si creda.

Alla prossima!

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