L’importanza di raccontarsi a qualcuno

Parlare a qualcuno, scrivere, dar voce al proprio pensiero è importante per l’essere umano. Spesso e volentieri è una delle tappe fondamentali nella terapia: ad esempio nei gruppi anonimi delle dipendenze, si racconta e condivide la propria storia. Raccontare serve non solo all’altro ma anche e sopratutto a se stessi.

La narrazione di sé (Ricoeur) è fondamentale nella terapia, negli ultimi momenti di vita, il desiderio di raccontare la propria storia a qualcuno prima di morire è importante per fornire significato alla vita passata.

Raccontare significa

Alleggerirsi:
capita forse un po a tutti che dopo essersi sfogati con una persona ci si sente meglio, più leggeri, meno costipati, anche se effettivamente non si è risolto il problema. Ad esempio per me funziona la scrittura, un mezzo di narrazione potente quanto parlare ad un altra persona, buttar fuori in parole scritte, elaborarle in modo coerente e comprensibile mi aiuta a mettere ordine e ad alleggerirmi molto.

Ricostruire la storia personale:
quando raccontiamo siamo quasi costretti a dare un senso temporale alla narrazione, a seguire un ordine, e per farlo bisogna ripercorrere il passato. Nel farlo si ricostruisce la propria storia personale e la si presenta a se stessi e agli altri. Questo permette di andare al passo successivo, al confronto tra l’io passato e presente.


Confrontare il proprio io passato con quello presente:
aver ricostruito la storia significa anche aver l’occasione di confrontare in modo consapevole il me stesso del passato con il me stesso presente, proiettandomi nel me stesso futuro, che voglio essere e progettare.

Prendere consapevolezza e riflettere in modo critico:
buttare fuori quello che passa per la testa, compreso le emozioni, permette di proiettarle di fronte a se stessi, così è possibile porsi a una distanza tale da poter provare a guardare con un occhio più obiettivo e critico quello che sta dentro di noi.

Tenere traccia dei propri miglioramenti o peggioramenti:
in particolare scrivere, come ad esempio tenere una sorta di diario, aiuta ad annotare gli eventi più importanti, rileggendo si può averne un quadro completo entro il quale tenere conto di cosa e come si è peggiorati o migliorati in un dato momento.

Ma la narrazione di sé è praticabile anche in una sana quotidianità, al di fuori delle occasioni terapeutiche è un abitudine che aumenta sensibilmente l’auto-consapevolezza, raccontare significa conoscersi meglio, prendere coscienza dei momenti bassi, invece di lasciarli soffocare nel silenzio, dobbiamo sforzarci di dargli voce.

Io continuo ancora a scrivere nei miei momenti peggiori.

Spero di esservi stata utile. Alla prossima!

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