Una breve storia di follia

Quel giorno persi tutto, tutto ciò che ancora mi ancorava alla realtà, feci un passo dal quale non ci sarebbe stato veramente ritorno, almeno così mi dissero: «Lei è malato di mente», e pensai subito «ho bisogno di una cura».

Da quel giorno tutto ciò che facevo, tutto ciò che dicevo, persino ciò che pensavo nel mio più profondo solipsismo, visto che io stesso cominciai a credere ai medici, fu etichettato, classificato definito come sintomo, tutto discendeva da qualcosa che gli stava sopra. E lì più in alto del cielo echeggiava lo stridente grido in risposta alla follia: tu sei malato di mente! Che potenza sconfinata ha questa voce…

Certo non si può dire che fossi del tutto normale avevo l’abitudine ad isolarmi e piombavo sovente in preda alla depressione, alle volte forse stanco di sentirmi solo iniziavo persino a sentire delle voci. Strane parole normale, depressione da dove arrivano? E sentir le voci poi – «È di sicuro schizofrenia!» sentivo dire da dietro la porta dalla mia stanza.

Mi dicevo devi sforzarti di essere normale, di guarire, di debellare questa malattia che ti divora, ma come posso guarire da me stesso? Semmai dovrei cambiare, ma cambiare in cosa, come? È possibile poi che io cambi? Tante domande, e una sola risposta alla quale avevo imparato ormai a credere: tu sei malato di mente!

La ragione per ora non mi aveva ancora abbandonato, riuscivo ancora a pensare, a interrogarmi e a chiedermi cosa stesse succedendo, ma poi la diagnosi arrivò, come una mannaia dritta nella nuca: schizofrenia paranoide; certo non ero normale, per lo meno non nella norma, come del resto non lo è il genio, ma che contributo davo io alla società? Cosa potevo dare agli altri se non un forte sentimento di disagio? Avevo bisogno d’aiuto!

Persi tutto quel giorno, ma non feci nulla per perdere ciò che avevo, persi tutto perché qualcuno mi disse: lei è malato di mente! Non feci nulla se non trangugiare qualche decina di pillole, e poi solo una Terribile Silenziosa Odissea.

Un qualunque malato di mente.

 

[Autore dell’articolo: dott. Jacopo Miotto]

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