Tre semplici tips per affrontare al meglio un colloquio

Il mio ultimo colloquio di lavoro è andato bene, e sì mi hanno presa. Non voglio dare consigli del tipo preparatevi le risposte, esercitatevi, sedetevi senza incrociare troppo arti ed evitate di sudare come se foste in una sauna. Ne trovate di articoli simili in giro per il web scritti da gente più esperta e competente di me (per ora).

Questo per dire che vorrei riflettere e suggerire consigli sullo stato d’animo con cui ci si presenta, sulla motivazione che ci portiamo dietro ed infine la consapevolezza di sé.

1.STATO D’ANIMO:
Essere di buon umore pieni di energia e positivi può solo che rendervi più gradevoli, e la vostra positività è probabile che contagi la persona che sta di fronte a meno che non sia proprio un cinico recruiter con un pessimismo cronico, nel qual caso ha sbagliato mestiere. Insomma positività chiama positività, negatività chiama negatività. L’atteggiamento conta eccome, se sapete di essere tendenti al pessimismo e all’infelicità allora cercate di evitare queste cattive abitudini.

Personalmente per caricarmi metto la musica dei Muse a palla, ballo e canto come se non ci fosse un domani. Per altri funziona mettersi davanti allo specchio e fissarsi dicendo…you can do it!!!!!

2.MOTIVAZIONE:
Lo so sembra scontato, ma non è così, c’è chi ne ha più e chi meno. Essere motivati, soprattutto dalle giuste cose e non da pressioni esterne a voi,  è un valido aiuto per il colloquio, anzi lo è nella vita in generale. Devi essere convinto di quello che vuoi e del motivo per cui lo persegui, e devi farlo capire a chi ti fa le domande, fargli vedere che non sei uno svampito appena laureato che se inciampasse in un fosso o se venisse rapito dagli alieni neanche si accorgerebbe.

Ci vuole un po’ di tempo, chi mi legge lo sa per me la riflessione è il primo step per risolvere quasi tutti i dubbi e i problemi. Prendetevi tempo e pensate a rispondere alla domanda: Perché volete questo lavoro? Tra l’altro ve la faranno.

3.CONSAPEVOLEZZA DI SE’:
Veniamo alla parte più ardua. Mi è capitato di parlare con diversi coetanei talmente spaesati e disorientati da non saper indicare neanche una propria competenza o capacità, nemmeno canticchiare l’alfabeto in inglese. Tutti ne abbiamo chi più chi meno, bisogna individuarle, dargli il nome giusto (es. public speaking, leadership, team work etc) scriverle su un cartello e appenderlo al muro (il canvas è utilissimo).

Essere consapevoli di se stessi è un lavoro sulla propria persona, significa acquisire sicurezza – non arroganza- , stima – non sovrastima-  conoscere i propri punti forti e deboli (che vi verranno chiesti), e non vergognarsi di quest’ultimi, insomma nessuno è perfetto!
Io prima di sentirmi consapevole ho affrontato una bella battuta d’arresto durata un paio d’anni, dalla quale però ne sono uscita più forte e sicura, la via per alcuni è veloce e semplice, per altri magari è ostica e ci vuole più tempo per maturare. (Io ad esempio ho tratto insegnamenti dalla filosofia, sarà sempre la mia maestra e ancora di salvezza per i momenti no)

Dopo tutte queste belle paroline….preparatevi anche le risposte alle domande più note, meglio esercitarsi per un buon colloquio! 🙂

KEEP CALM AND GET A NEW JOB!

Alla prossima!

 

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