Pillola Blu o Rossa? Esiste il mondo che ci circonda? Cerchiamo di rispondere allo SCETTICO che vive in ognuno di noi.

Vi è mai capitato di fermarvi, guardarvi attorno ed essere assaliti da uno dei più grandi dubbi della vostra vita? Siete reali? La persona che vi sta di fronte è reale? Il mondo che vi circonda lo è? Esistiamo? O facciamo parte di una messinscena, o magari di un sogno??

Avete mai provato quella sensazione di non afferrare davvero la realtà, di sentirvi impotenti perché per quanto vi sforziate non sarete mai certi che ciò che vedete esiste davvero? In fondo cosa può darci la certezza assoluta? Credo niente.

Se non l’avete mai fatto, se non avete mai ipotizzato scenari alternativi c’è gente che lo ha fatto per voi messo in scena, a me non può che venire in mente il mitico Matrix, un capolavoro di film, ma c’è ne sono davvero molti, un’altro è The Truman Show, che rende proprio l’idea di un mondo costruito attorno ma che per lui è reale, è il suo mondo.

Quando vi assalgono questi dubbi, che solitamente porta con sé una sensazione profonda di inquietudine ed angoscia, anche se solo per alcuni secondi della vostra vita, quando siete in questo atteggiamento allora fate il gioco dello scettico. Lo scettico è un tipo tosto, uno che mette in dubbio tutto, ma davvero tutto! Non dorme tranquillo perché si chiede quale distinzione c’è tra sogno e realtà; non crede davvero negli altri esseri umani perché quando incontra una persona non può sapere se è effettivamente sia un robot o un alieno ben travestito; e non è neppure certo del mondo in cui vive, chi lo sa potrebbe essere un potente e complesso ologramma.

Non è facile rispondere allo scettico, , ma ci si può provare, infatti vi presento due vie principali e sta a voi scegliere quale è più congeniale, nella tradizione filosofica infatti le risposte si sono divise tra:

Argomentazioni logiche -razionali: ovvero cercando con una logica stringente di dimostrare la certezza dell’esistenza di me stesso, della mia mente e di tutto ciò che mi circonda. Questa via, però, bisogna fare attenzione, è impervia, perché in questo gioco di ipotesi lo scettico può inventarsi sempre una nuova situazione, e continuare a mettere in dubbio tutto. Un esempio….se Tizio di fronte a me è un robot, proverò a ferirlo per dimostrare che è umano, ma lo scettico potrebbe rispondere dicendo che la tecnologia è così avanzata da simularne il sangue, e io potrei allora testare se ha una coscienza, ma lo scettico dice che c’è un modo per far sì che sembri tale…capite che con questo gioco si può andare davvero all’infinito basta avere una buona fantasia.

Argomentazioni di tipo esistenziale: un’altra risposta, è dirsi che non ha senso mettere in dubbio dove non c’è un buon motivo per mettere in dubbio (Wittgenstein). Perché sforzarsi tanto a fare un gioco che è controproducente e non permette di vivere tranquilli? (Mi verrebbe da dire perché siamo uomini e ci divertiamo così, con giochi mentali e mondi impossibili, ma non è così semplice) Alcune dimostrazioni sulla certezza del mondo che ci circonda si basano sull’intuizione e spesso sull’esperienza vissuta, quella di tutti i giorni, quella ordinaria. Nasciamo con una forte intuizione, qualcosa di originario che affonda le radici nella conoscenza millenaria dell’essere umano, di sapere che noi esistiamo qui ed ora e che esiste anche l’altro Tizio affianco a me. E’ una condizione necessaria con cui nasciamo, esseri umani tra gli esseri umani immersi nel mondo (Heidegger). Sartre ad esempio parla dello sguardo, ci sentiamo sempre osservati, anche quando non c’è nessuno, anche quando siamo soli in una stanza chiusa, lo sguardo dell’umanità aleggia perennemente sopra di noi, come la nuvola di Fantozzi, non ci molla da quando siamo al mondo, ed è proprio questa esperienza che ci indica che gli altri uomini esistono per davvero.

Il secondo approccio abbandona la via razionale perché non sarà mai efficace contro le argomentazioni dello scettico, così prova ad aggirarlo (Cavell), con un approccio legato alle sensazioni comuni vissute da tutti gli uomini, che percepiscono chiaramente la verità di se stessi, anche se in alcuni momenti può vacillare, ma non è utile al benessere e alla felicità dello stesso, è un dubbio che va aggirato e superato se si vuole stare in questo mondo con vera padronanza.

Ma quindi come avere certezza? Non la si ha, la verità è che non esiste certezza e per averla bisogna fare un grande atto di fede.

Voi come la pensate? Vi è capitato di mettere in dubbio tutto e tutti??

Alla prossima!

2 pensieri riguardo “Pillola Blu o Rossa? Esiste il mondo che ci circonda? Cerchiamo di rispondere allo SCETTICO che vive in ognuno di noi.”

  1. La certezza sta, catesianamente parlando, nel percepirsi e percepire. Nessuno può dubitare, ad esempio, di esistere, nel momento stesso che sente di esistere. Anche se un individuo avesse il dubbio di sognare, comunque, potrebbe dire di esistere, perché anche il sognare è qualcosa che c’è. Noi siamo talmente abituati ad usare la parola “esistenza” da arrivare a pensarla come una sostanza a sé che ogni tanto dobbiamo attribuire ad un qualche cosa, dimenticando che l’esistenza di una cosa – persino di un sogno – è nella “cosa” stessa. Questo ha portato sia a dubitare assurdamente dell’esistenza di una qualunque cosa – persino dell’esistenza stessa (!)- sia a pretendere di dimostrare l’esistenza di Dio attraverso la via logica (prova ontologica), partendo dal presupposto dell’esistenza come, appunto, una sostanza a sé; e chi è “sostanza a sé” se non Dio?!

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